Se la fisica incontra la coscienza
Diciamoci la verità: quando sentite il nome Federico Faggin, a cosa pensate? Esatto, al microprocessore. All’architettura del silicio. A quell’ingegneria dura e pura che ha praticamente plasmato il mondo digitale in cui oggi anneghiamo tra notifiche e reel di gattini. Ecco perché, quando ho preso in mano il suo ultimo libro, Oltre l’invisibile, mi aspettavo un trattato tecnico o, al massimo, un memoir nostalgico su quanto fosse bello saldare i circuiti negli anni ’70.
E invece? Invece Faggin ha deciso di fare il salto quantico. Letteralmente.
Di cosa parla?
Se dovessi riassumere la “trama” (trattandosi di un saggio) in una frase, sarebbe: l’inventore del chip che spiega perché noi non siamo affatto dei chip.
Il libro parte da un’esperienza personale dell’autore — una di quelle illuminazioni mistiche che di solito capitano a chi fa yoga in India, non a chi progetta microchip nella Silicon Valley — per poi addentrarsi in una tesi tanto affascinante quanto rivoluzionaria. Faggin sostiene che la scienza materialista classica stia prendendo un granchio colossale nel considerare la coscienza come un semplice “prodotto di scarto” del cervello. Per lui, la coscienza non nasce dalla materia; al contrario, è la materia che emerge da una realtà spirituale e invisibile più profonda. Attraverso una teoria che unisce fisica quantistica e spiritualità, l’autore ci accompagna oltre i confini del visibile per spiegarci la natura dell’universo e il senso profondo del nostro essere qui.
Perché dovreste assolutamente leggerlo
Se l’idea di unire “fisica quantistica” e “spiritualità” vi fa temere il solito polpettone New Age pieno di fuffa, vi fermo subito. Questo è il primo grande punto a favore del libro.
- Il fattore “Credibilità Nerd”: Faggin non è un guru improvvisato che parla di vibrazioni positive mentre cerca di vendervi dei cristalli. È uno scienziato vero. Quando demolisce l’idea che l’Intelligenza Artificiale un giorno sarà cosciente come noi, lo fa smontando i meccanismi dei computer pezzo per pezzo. Il suo approccio è rigoroso, logico, quasi geometrico. E questo rende le sue tesi sulla spiritualità incredibilmente solide e affascinanti.
- L’ottimismo che fa bene al cuore: In un periodo storico in cui l’AI sembra pronta a rubarci il lavoro, l’anima e pure la fidanzata, Faggin ci fa un regalo immenso: ci ricorda che siamo speciali. C’è una profonda valorizzazione dell’essere umano, dell’empatia, del libero arbitrio e dell’amore come forze cosmiche reali, non come semplici reazioni chimiche nel cervello. Finito il libro, vi sentirete decisamente meglio con voi stessi (e forse guarderete lo smartphone con un pizzico di superiorità).
- Uno stile accessibile (anche per chi odiava la fisica a scuola): Faggin ha il dono della chiarezza. Certo, non è una lettura da spiaggia da fare sotto l’ombrellone mentre i vicini di asciugamano urlano, ma l’autore riesce a spiegare concetti complessi di fisica quantistica con metafore efficaci e un linguaggio che non richiede una laurea al MIT per essere compreso.
Insomma, Oltre l’invisibile è quel tipo di libro che vi lascia con più domande che risposte, ma sono esattamente le domande giuste. Quelle che vi fanno guardare il soffitto di notte a riflettere su quanto sia pazzesco il solo fatto di essere vivi e consapevoli.



