Dan Brown ci ricasca:
Diciamoci la verità, amici del blog: quando Dan Brown fa uscire un nuovo libro, scatta automaticamente quel riflesso incondizionato che ci spinge a correre in libreria. Non importa se abbiamo giurato che “basta, i complotti internazionali mi hanno stancato”; finiamo sempre lì, con il naso tra le pagine a fare le ore piccole. E con L’ultimo segreto (sì, il nostro amato Robert Langdon è tornato, ancora una volta con i capelli perfettamente spettinati e una colazione interrotta a metà), la storia si ripete.
Ma bando alle ciance: ecco cosa succede in questa nuova avventura e perché, nonostante tutto, finirete per divorarlo.
Di cosa parla?
Questa volta il professore di simbologia più famoso del mondo si ritrova catapultato nel cuore dell’Europa, tra i corridoi d’ombra di Praga e i misteri sepolti sotto i monumenti di Vienna. Tutto inizia con il brutale omicidio di un filantropo miliardario che, pochi giorni prima di morire, affermava di aver decodificato un testo alchemico medievale capace di riscrivere la storia della scienza e della religione.
Ovviamente, la polizia pensa subito che il buon Robert c’entri qualcosa (ormai è un meme: Langdon arriva in una città e qualcuno muore). Inseguito da un misterioso killer che sembra uscito da un film d’azione e affiancato da una scienziata tanto brillante quanto affascinante (un grande classico browniano), Langdon dovrà decifrare una scia di indizi nascosti nelle opere di Mozart, nei meandri dell’esoterismo centroeuropeo e in un enigma matematico che risale al Sacro Romano Impero. Il tempo stringe, i cattivi sono spietati, e il “segreto” finale potrebbe davvero cambiare il mondo. O, quantomeno, il modo in cui guardiamo i vecchi spartiti musicali.
Perché leggerlo:
Se c’è una cosa che dobbiamo concedere a Dan Brown, è che è il re indiscusso del “ancora un altro capitolo e poi spengo la luce” (bugia colossale che ci raccontiamo alle tre del mattino). Ecco cosa ho amato particolarmente di questo romanzo:
- Il ritmo è una Formula 1: I capitoli sono brevi, finiscono quasi tutti con un cliffhanger micidiale e la narrazione ha una velocità tale che ti ritrovi a pagina 400 senza nemmeno accorgertene. Se cercate un libro per staccare il cervello dal tram-tram quotidiano, questo è perfetto.
- Turismo culturale a costo zero: La cura con cui Brown descrive i dettagli architettonici di Praga e Vienna è pazzesca. Ti fa venire voglia di prenotare un volo un minuto dopo aver chiuso il libro. Chi ha bisogno di una guida turistica quando hai Robert Langdon che ti spiega la simbologia esoterica di ogni singola colonna?
- L’intreccio tra scienza e mito: Il modo in cui l’autore riesce a fondere la fisica moderna con l’alchimia medievale è, come sempre, affascinante. C’è quel mix di “fatti reali” e finzione romanzata che ti spinge a googlare ogni cinque minuti per capire cosa sia vero e cosa no.
Voto finale: Un solidissimo intrattenimento. Non sarà letteratura da Premio Nobel, ma l’effetto “montagne russe” è garantito.



