Vampiri, castelli e cliché:
Diciamoci la verità: quando ho preso in mano Il signore dei vampiri di Hugh Davidson, una parte di me temeva l’ennesimo sosia di Dracula con il dolcevita nero e lo sguardo tormentato da adolescente centenario. E invece? Invece mi sono dovuto ricredere, almeno su un paio di cose.
Di cosa parliamo?
La trama si inserisce nel più classico dei filoni gotici, ma con qualche deviazione interessante. Al centro di tutto c’è la figura del misterioso “Signore”, un antico vampiro che governa le ombre da un castello che — sorpresa delle sorprese — non si trova in Transilvania ma in una location decisamente più suggestiva ed europea. La storia entra nel vivo quando un gruppo di studiosi (e i soliti sprovveduti che non leggono mai i cartelli di pericolo) decide di indagare sulle sparizioni locali. Da lì parte un gioco al gatto e al topo dove il sangue scorre, le nebbie si infittiscono e i segreti del passato vengono a galla un capitolo dopo l’altro.
Perché dovreste leggerlo
Passiamo alle note liete, perché Davidson sa decisamente il fatto suo quando si tratta di creare atmosfera.
- Un’atmosfera che si taglia con il coltello: Se cercate nebbia fitta, scricchiolii sinistri e quella perenne sensazione di umido che vi fa venire voglia di accendere il riscaldamento anche in pieno agosto, questo libro è perfetto. La descrizione degli ambienti è vivida, quasi cinematografica.
- Il cattivo fa il suo dovere: Il Signore dei vampiri non è un “bello e dannato” che passa il tempo a piangersi addosso. È spietato, manipolatore e ha quel carisma d’altri tempi che ti fa quasi fare il tifo per lui (sì, lo ammetto, i ricercatori erano un po’ troppo ingenui per sopravvivere).
- Il ritmo non annoia: I capitoli sono brevi, i colpi di scena sono piazzati nei punti giusti e la lettura scorre via che è un piacere. È il classico libro da “ancora un capitolo e poi spengo la luce” (anche se forse, dopo questo, la luce vorrete lasciarla accesa).
In definitiva, se amate il genere e cercate una lettura d’intrattenimento che non si prende troppo sul serio ma che sa come tenervi incollati alle pagine, date una possibilità al Signore di Davidson. Male che vada, avrete imparato come non comportarvi se vi trovate a fare un’escursione vicino a un castello abbandonato.



