Ciao a tutti, amanti delle letture che vi fanno guardare il soffitto alle tre di notte ponendovi domande esistenziali!
Oggi parliamo di un libro che non è esattamente l’equivalente cartaceo di una tisana rilassante, ma che vi terrà incollati alle pagine: Il mondo senza di noi (The World Without Us) di Alan Weisman.
Se vi siete mai chiesti cosa succederebbe se l’intera umanità svanisse all’improvviso — tipo un colpo di spugna cosmico, senza zombie o guerre nucleari di mezzo, solo un grande “puff!” collettivo — questo è il libro che fa per voi.
Di cosa parliamo
Il presupposto di Weisman è semplicissimo e terribilmente affascinante: noi non ci siamo più. Fine. Da questa tabula rasa, l’autore indossa i panni di un investigatore scientifico e ci porta a fare un tour nel tempo per vedere come la Terra si riprenderebbe i suoi spazi.
E sapete una cosa? La natura non perderebbe nemmeno un secondo a piangere la nostra scomparsa.
Weisman ci spiega, con un tempismo che rasenta l’ansia da prestazione, come nel giro di pochi giorni la metropolitana di New York si allagherebbe a causa dello spegnimento delle pompe idrauliche. In qualche decennio, l’asfalto delle nostre amate città verrebbe letteralmente demolito dalle radici delle piante e dai cicli di gelo e disgelo. Nel giro di qualche secolo, le nostre case crollerebbero, lasciando il posto a foreste lussureggianti là dove oggi c’è un centro commerciale.
In pratica, è la cronaca dettagliata di un monumentale sfratto esecutivo ai danni del genere umano.
Perché è un libro pazzesco
Nonostante la premessa possa sembrare l’inizio di una crisi depressiva, il libro è in realtà un’esperienza incredibilmente stimolante. Ecco perché secondo me merita un posto d’onore nella vostra libreria:
- Una narrazione che sembra un thriller: Weisman è un giornalista scientifico con i controfiocchi. Non vi ammorba con formule matematiche incomprensibili o papiri accademici. Scrive con un ritmo incalzante, quasi stesse descrivendo un film d’azione in cui la protagonista assoluta è la fotosintesi clorofilliana.
- Un’iniezione di umiltà (che male non fa): C’è qualcosa di stranamente terapeutico e quasi confortante nel rendersi conto di quanto siamo irrilevanti per il pianeta. Pensiamo di essere i padroni assoluti della Terra, ma Weisman ci ricorda che siamo solo degli inquilini un po’ molesti e rumorosi. Una volta usciti di scena noi, la Terra si darebbe una ripulita, si rimboccherebbe le maniche e tornerebbe a splendere come se nulla fosse.
- Dettagli pop che vi lasceranno a bocca aperta: Sapevate che i gatti domestici diventerebbero i re incontrastati della catena alimentare urbana per un bel pezzo? O che i monumenti in bronzo resisteranno per millenni mentre le nostre case di cemento armato si sbricioleranno in un battito di ciglia cosmico? Il libro è pieno di queste perle perfette da sfoggiare a cena per fare gli intellettuali.
In definitiva, Il mondo senza di noi è un viaggio ecologico potente che riesce in un miracolo: farci riflettere sul nostro impatto ambientale senza mai usare il tono puntato del professore che ti rimprovera. È poetico, scientifico e, a tratti, ironicamente liberatorio.



