Perché, ammettiamolo, a volte abbiamo solo bisogno di girare il mondo per il verso giusto
Ciao a tutti, oggi voglio parlarvi di un libro che ho finito l’altra sera e che mi ha lasciato addosso quella strana sensazione di quando ritrovi un vecchio maglione comodo, ma con un ricamo decisamente bizzarro. Sto parlando de Il mondo per il verso giusto di Michele Monina.
Se anche voi, ogni tanto, guardate il telegiornale o i vostri feed social e pensate “Ok, la Terra è ufficialmente capovolta, fatemi scendere”, beh… mettetevi comodi, perché non siete i soli.
Di cosa parliamo quando parliamo di “Verso Giusto”
Senza farvi troppi spoiler (che altrimenti che gusto c’è?), la storia ruota attorno a un viaggio. Ma non aspettatevi la classica guida turistica o il solito romanzo sul “ritrovare se stessi sotto il sole di qualche posto esotico” mentre si sorseggia un centrifugato di sedano.
Monina ci porta dentro una narrazione che è un po’ on-the-road e un po’ un esame di coscienza collettivo. Seguiamo le vicende di personaggi splendidamente imperfetti che si muovono attraverso l’Italia, cercando di rimettere in fila i pezzi di un’esistenza che sembra aver perso la bussola. È un viaggio fatto di incontri surreali, coincidenze che sembrano quasi troppo assurde per essere finte (e proprio per questo italianissime) e una costante ricerca di un senso di normalità in un panorama che di normale ha ben poco.
Perché dovete leggerlo
Diciamoci la verità: scrivere di sentimenti, smarrimento e ripartenze senza scivolare nel melodramma da fiction pomeridiana è un’arte difficile. E Monina ci riesce alla grande. Ecco cosa mi ha conquistato:
- Il ritmo da playlist: La scrittura è scorrevole, fresca, a tratti quasi musicale. Si vede che l’autore mastica musica e cultura pop da una vita; le pagine girano da sole e la sensazione è quella di ascoltare un amico brillante che ti racconta una storia davanti a una birra media.
- L’empatia per i “casi umani”: I protagonisti non sono eroi senza macchia. Sono incasinati, fanno scelte discutibili e hanno fobie in cui è facilissimo rispecchiarsi. Monina li tratta con una tenerezza pazzesca, costringendoti a fare il tifo per loro anche quando vorresti prenderli per le spalle e scrollarli.
- Quella malinconia che fa bene al cuore: C’è una vena di fondo molto dolce, una riflessione profonda sul bisogno umano di connessione autentica in un’epoca in cui siamo tutti iper-connessi ma terribilmente distanti. Ti fa riflettere, ma senza lasciarti l’ansia esistenziale.
Insomma, se state cercando una lettura che sappia farvi sorridere, riflettere e magari guardare il vostro vicino di posto in treno con un briciolo di curiosità in più (invece di usarlo come scudo umano contro il mondo), questo è il libro perfetto da infilare in borsa.



