Se la vita ti dà dubbi, Lorenzo ti dà “Il grande Boh!”
Avete presente quel momento in cui la vostra vita sembra un gigantesco punto di domanda e l’unica risposta sensata che vi viene in mente è, appunto, “Boh”? Ecco, sappiate che non siete soli. A farci compagnia in questo limbo esistenziale c’è un compagno di viaggio d’eccezione: Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. Oggi parliamo del suo libro, Il grande Boh!, un diario di bordo che è un po’ un viaggio in bicicletta e un po’ una seduta di terapia (ma decisamente più economica).
Di cosa parliamo quando parliamo di “Boh”
Diciamolo subito: se cercate un romanzo con un inizio, uno svolgimento, un colpo di scena e un finale strappalacrime, avete decisamente sbagliato scaffale. Il grande Boh! non ha una trama nel senso classico del termine. È una raccolta di pensieri, appunti, e-mail e flussi di coscienza scritti da Jovanotti a cavallo tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000.
Il cuore del libro è il resoconto dei suoi incredibili viaggi in bicicletta — in solitaria o quasi — attraverso la Patagonia, l’Africa e le strade della Nuova Zelanda. Tra una pedalata e l’altra (e qualche inevitabile dolore al fondoschiena), Lorenzo ci infila i dietro le quinte dei suoi concerti, le riflessioni sulla nascita della figlia Teresa e i suoi dubbi sul futuro. È un diario disordinato, sincero e senza filtri di un uomo che, nonostante il successo, continua a farsi le nostre stesse identiche domande.
I lati positivi: perché dovreste assolutamente leggerlo
Passiamo alle cose belle. C’è un motivo se questo libro, a distanza di anni, si fa ancora leggere che è un piacere. Anzi, ce ne sono tre:
- L’energia è contagiosa: Lorenzo scrive esattamente come parla (o come canta). Il ritmo è travolgente. Anche quando parla di fatica o di momenti no, c’è sempre quel sottofondo di “pensiero positivo” che non è mai finto o stucchevole, ma semplicemente vitale. Finisci un capitolo e ti viene voglia di comprare una mountain bike (anche se l’unica cosa che pedala in casa tua è la cyclette usata come appendiabiti).
- Zero filtri, tanta umanità: Non c’è il distacco della popstar che guarda il mondo dall’alto. Nelle pagine si incontra un Lorenzo vulnerabile, che ammette le sue paure, le sue contraddizioni e, soprattutto, l’accettazione del fatto che non sapere dove si sta andando fa parte del gioco.
- La poesia del quotidiano: Ha una capacità pazzesca di trasformare un incontro casuale con un benzinaio nel mezzo del nulla o un panorama desertico in una riflessione filosofica accessibile a tutti. Non serve una laurea in lettere per farsi toccare dalle sue parole.
Insomma, un libro perfetto per chi ha bisogno di una spinta, di una ventata di ottimismo o semplicemente di ricordarsi che va bene anche non avere tutte le risposte in tasca. A volte, un bel “Boh!” è l’inizio del viaggio più bello.



