Il Re dei Vampiri (che non brilla al sole) ha ancora molto da insegnare
Diciamoci la verità: quando pensiamo a Dracula, ci viene in mente un signore mantellato con l’accento dell’Est, oppure qualche sua versione decisamente più moderna, palestrata e incline a brillantare sotto la luce del sole (sì, Twilight, sto guardando te). Ma quanti di noi hanno effettivamente preso in mano il testone originale di Bram Stoker del 1897?
Recentemente ho deciso di fare questo tuffo nel passato e, Spoiler Alert: ne vale assolutamente la pena.
Di cosa parliamo quando parliamo di Dracula
Per chi avesse vissuto sotto una roccia negli ultimi 130 anni, ecco il succo della storia. Il giovane avvocato Jonathan Harker si reca in Transilvania per concludere un affare immobiliare con un eccentrico nobile locale, il Conte Dracula. Harker capisce abbastanza in fretta che il Conte non è esattamente un tipo da aperitivo analcolico e, dopo una serie di tappe degne di un incubo, Dracula si trasferisce a Londra.
Il suo obiettivo? Conquistare la City e rimpinzarsi di sangue fresco britannico. A contrastarlo troveremo un bizzarro gruppo di gentiluomini guidati dal leggendario (e un po’ logorroico) Professor Van Helsing. Ce la faranno i nostri eroi a colpi di paletti di frassino e trecce d’aglio?
Perché dovreste leggerlo
Se pensate che un libro di fine Ottocento sia una mattonata noiosa, vi sbagliate di grosso. Ecco cosa ho amato alla follia:
- La struttura a “Trovatemi un caricabatterie”: Il romanzo è interamente epistolare. È composto da pagine di diario, lettere, telegrammi e persino ritagli di giornale. Praticamente è il corrispettivo ottocentesco dello scrollare lo smartphone per spiare i messaggi altrui. Questo rende il ritmo sorprendentemente incalzante.
- Un’atmosfera da brivido vero: Ragazzi, la prima parte nel castello in Transilvania è un capolavoro di ansia. Stoker è un maestro nel farti sentire l’isolamento, il freddo e quel brivido lungo la schiena quando capisci che le cose stanno per mettersi molto male.
- Van Helsing è un mito indiscusso: Dimenticate gli action hero dei film. Il Van Helsing letterario è un professore anziano che parla un inglese improbabile, spara massime filosofiche ogni due minuti e affronta il male assoluto con la calma di chi sta decidendo cosa mangiare a cena. Adorabile.
- La figura del Conte: Dracula non parla molto nel libro, ed è proprio questo a renderlo terrificante. È un’ombra costante, una minaccia palpabile che si nasconde dietro ogni nebbia londinese.
Nota di merito: Il modo in cui Stoker unisce la superstizione antica con la “modernità” dell’epoca (usano macchine da scrivere, treni e persino trasfusioni di sangue all’avanguardia) è semplicemente geniale.
In conclusione, Dracula non è solo il padre di tutto il genere horror gotico, ma è anche un libro maledettamente d’atmosfera. Se volete una lettura che vi tenga incollati alle pagine (e che vi faccia controllare due volte che la finestra sia ben chiusa prima di dormire), avete trovato pane per i vostri denti.



