Anche Socrate qualche dubbio ce l’aveva

19 Nov , 2025 - Blog,Letture

Chi l’ha detto che i filosofi non si fanno i complessi?

Ammettiamolo: quando pensiamo alla filosofia, ci vengono in mente parrucconi polverosi, gente che parla con termini impossibili tipo “epistemologia” o “ontologico” e, diciamolo chiaramente, una discreta dose di noia da banchi di scuola. Poi però ti capita tra le mani un libro come “Anche Socrate qualche dubbio ce l’aveva” di Ermanno Ferretti, e capisci che forse c’è speranza. Che forse anche i grandi pensatori della storia erano, dopotutto, dei discreti “complessati” proprio come noi.

Di cosa parliamo quando parliamo di dubbi

E’ un viaggio scanzonato ma rigorosissimo attraverso la storia del pensiero occidentale. Ferretti non si mette in cattedra; fa una cosa molto più divertente: prende i mostri sacri della filosofia (da Socrate a Kant, passando per Nietzsche e compagni) e li spoglia dell’armatura accademica.

Il fulcro del libro è proprio il dubbio. L’autore ci mostra come le grandi risposte della filosofia non siano nate da certezze assolute, ma da colossali crisi esistenziali, domande scomode e, appunto, dubbi capaci di far tremare le gambe. Scopriamo così un Socrate che fa della propria ignoranza un’arma di distruzione di massa contro i presuntuosi dell’epoca, e una carrellata di geni che, prima di illuminare il mondo, hanno dovuto fare i conti con le proprie zone d’ombra.

Perché questo libro merita un posto sul tuo comodino

Se avete paura di ritrovarvi a leggere un manuale del liceo travestito da lettura leggera, potete tirare un sospiro di sollievo. Ecco cosa mi ha letteralmente conquistato:

  • Lo stile “pop” e accessibile: Ferretti scrive come parlerebbe un vostro amico colto (ma non snob) davanti a una birra media. Usa un linguaggio ironico, fresco, pieno di battute e riferimenti pop che alleggeriscono anche i concetti più densi.
  • L’umanizzazione dei miti: Sotto la penna dell’autore, i filosofi smettono di essere busti di marmo e diventano persone reali. Persone che sbagliavano, che si incaponivano e che avevano dubbi così umani da farti esclamare: “Cavolo, ma allora anche Cartesio andava in sbattimento!”
  • La rivalutazione del dubbio: In un mondo (soprattutto quello dei social) dove tutti hanno la verità in tasca e urlano certezze scrollando un feed, questo libro è un meraviglioso inno all’incertezza. Ci ricorda che non sapere, farsi domande e cambiare idea non sono segni di debolezza, ma l’unica vera prova di intelligenza.

In conclusione, “Anche Socrate qualche dubbio ce l’aveva” è la lettura perfetta se volete dare una rinfrescata ai vostri neuroni senza che vi venga il mal di testa. Vi farà ridere, vi farà pensare e, soprattutto, vi farà sentire decisamente meglio la prossima volta che non saprete che pesci pigliare nella vita. Se persino Socrate era pieno di dubbi, chi siamo noi per essere da meno?


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