Mindfulness. 100 esercizi

8 Set , 2025 - Blog,Letture

Spoiler: Respirare funziona

Diciamoci la verità. Se anche voi, come me, vivete costantemente con dodici schede aperte nel cervello, tre scadenze che urlano e la tendenza a dimenticare dove avete messo le chiavi di casa mentre le avete in mano, la parola “Mindfulness” vi farà l’effetto di un guardiano zen che vi dice di “svuotare la mente”. E voi, giustamente, vorreste svuotargli addosso la tazza del caffè.

Poi però mi è capitato tra le mani “Mindfulness. 100 esercizi” di Gill Hasson e ho dovuto ricredermi. No, non sono diventato un monaco buddista, ma ho smesso di litigare con il mio stesso cervello. Ecco come è andata.

Di cosa parla?

Trattandosi di un manuale pratico, non c’è un colpo di scena finale in cui scopriamo che l’assassino è l’ego. Il libro è esattamente ciò che promette il titolo: una monumentale cassetta degli attrezzi contenente 100 piccoli esercizi, divisi per aree tematiche, pensati per riportarci con i piedi per terra quando la vita decide di viaggiare a tremila giri al minuto.

Dalla gestione dello stress in ufficio al modo in cui mangiamo (sì, masticare senza guardare TikTok è considerato mindfulness), Gill Hasson ci prende per mano e ci spiega come essere presenti a noi stessi. La cosa bella? Nessun esercizio richiede di sedersi nella posizione del loto per quattro ore di fila cantando “Om”.

Perché vi svolterà le giornate

Se siete scettici cronici come me, apprezzerete tantissimo questo libro per tre motivi fondamentali:

  • Zero fuffa, tanta praticità: Niente discorsi fumosi sull’energia cosmica o sull’allineamento dei chakra. Hasson ha un approccio incredibilmente terra-terra. Gli esercizi durano spesso pochi minuti (alcuni persino pochi secondi) e si possono fare mentre siete in coda alle poste o aspettate che il microonde finisca di fare bip.
  • È un buffet, non un menu fisso: Non c’è un ordine rigido. Potete aprire il libro a pagina 45 perché oggi il vostro capo vi ha fatto saltare i nervi, oppure a pagina 80 perché non riuscite a prendere sonno. Scegliete l’esercizio che vi serve, lo applicate e passate oltre.
  • Lo stile “amichevole”: Gill Hasson non sale in cattedra. Scrive come quel saggio amico che, vedendoti iperventilare davanti allo schermo del PC, ti posa una mano sulla spalla e ti dice: “Ehi, respira. Un pezzetto alla volta”.

Il mio esercizio preferito? Quello di “ancorarsi” alla sedia o al pavimento notando la pressione del proprio corpo. Sembra una stupidaggine, ma quando hai l’ansia che fluttua nell’aria, ricordarsi che la gravità esiste e che sei saldamente attaccato al pianeta Terra aiuta parecchio.

In conclusione…

Se cercate un trattato filosofico sulla meditazione trascendentale, girate al largo. Ma se cercate un manuale di sopravvivenza urbana per non impazzire nel caos quotidiano, “Mindfulness. 100 esercizi” è il libro che dovete tenere sul comodino (o sulla scrivania, di fianco alle gocce di ansiolitico, così potete sostituire le due cose).

Promosso a pieni voti, anche da chi ha la capacità di concentrazione di un pesce rosso.


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