Il digiuno felice

18 Feb , 2024 - Blog,Letture

Perché ho deciso di smettere di mangiare (e perché, incredibilmente, sono ancora qui a raccontarlo)

Di recente mi sono imbattuto/a in un libro dal titolo quasi provocatorio: “Il digiuno felice” di Salvatore Simeone. E dato che la mia curiosità supera spesso il mio istinto di sopravvivenza (e la mia devozione per la pizza), ho deciso di leggerlo.

Di cosa parla, in parole povere?

Non aspettatevi un romanzo d’appendice o un thriller psicologico. La “trama” qui è un viaggio all’interno del nostro corpo. Il dottor Simeone, un medico che si occupa di medicina biologica da una vita, ci prende per mano e ci spiega come il digiuno — se fatto con criterio — non sia una tortura medievale, ma una vera e propria ricarica biologica.

Il focus del libro è il digiuno profondo autogestito (o guidato). L’autore smonta l’idea che senza tre pasti completi al giorno il nostro organismo collassi miseramente. Al contrario, ci mostra come il corpo, privato temporaneamente di cibo, attivi una modalità di “pulizia interna” straordinaria (chiamata in gergo tecnico autofagia), eliminando tossine, cellule danneggiate e regalandoci una lucidità mentale che di solito ci sogniamo dopo il classico abbiocco post-pranzo.

Perché non ho lanciato il libro dalla finestra

La cosa che mi ha stupito di più? L’approccio scientifico ma accessibile. Simeone non parla da guru spirituale che vive di aria e luce solare. È un medico, e si vede. Ecco i punti forti che mi hanno conquistato/a:

  • Smonta i falsi miti con una logica schiacciante: Ti spiega esattamente cosa succede al tuo corpo ora dopo ora. E vi giuro che capire il meccanismo riduce della metà il panico da “Oddio, sto morendo di fame”.
  • La “Felicità” del titolo non è un clickbait: L’autore insiste sul fatto che il digiuno non deve essere una punizione o un sacrificio sofferto. Se fatto nel modo giusto, stimola la produzione di endorfine. Sì, avete capito bene: l’ormone della felicità. In pratica, impari a essere su di giri senza bisogno del carboidrato di conforto.
  • Un’ottima guida pratica: Non ti dice solo “non mangiare”, ma ti spiega come preparare il corpo nei giorni precedenti e, soprattutto, come ricominciare a mangiare (la fase più critica, dove il rischio di svaligiare il frigorifero è altissimo).

Il mio verdetto

“Il digiuno felice” è quel genere di libro che ti lascia addosso una strana voglia di metterti alla prova. Magari non partirete domani con una settimana di digiuno totale, ma vi farà sicuramente guardare al vostro rapporto con il cibo in modo diverso. Meno automatico, più consapevole.

E chissà, forse la prossima volta che salterò il pranzo per i troppi impegni, invece di lamentarmi, farò un sorriso e penserò: “Sto solo facendo un po’ di sana autofagia”.


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