Imparare a viversi senza diventare l’ombra di nessuno
Ciao a tutti, anime in cerca di equilibrio (o che, come me, a volte l’equilibrio lo perdono sul divano). Oggi parliamo di amore, ma tranquilli, lasciate i violini e i cioccolatini nella credenza. Ho appena finito di leggere Con te e senza di te di Osho e, ragazzi, c’è parecchio da masticare.
Qui il buon vecchio Osho ci prende per le spalle e ci scuote un po’.
Di cosa parla, in soldoni?
La “trama” è un viaggio dentro le nostre relazioni. Osho smonta pezzo per pezzo l’idea romantica (e diciamolo, un po’ tossica) dell’amore inteso come “senza di te non posso vivere”.
Il fulcro del libro è una specie di paradosso meraviglioso: per poter stare davvero bene con qualcuno, devi prima essere perfettamente capace di stare da solo, cioè senza quel qualcuno. Ci parla della differenza tra la dipendenza affettiva (l’amore-bisogno) e l’amore vero, che è condivisione tra due persone già complete. In pratica, due cerchi che si incontrano, non due mezze mele che cercano disperatamente di incastrarsi facendo pure un po’ di muffa.
Cosa mi è piaciuto
- Una boccata d’aria fresca contro le dipendenze: La cosa più bella del libro è che toglie quel velo di “dovere” dalle relazioni. Osho ti dice chiaramente che non devi possedere l’altro e l’altro non possiede te. È liberatorio. Se ami una persona, la lasci libera di essere ciò che è.
- La rivalutazione della solitudine: Di solito la solitudine viene vista come una sfiga atomica. Osho la ribalta: la chiama “solitudine beata”, uno spazio di libertà e di scoperta personale. Se stai bene con te stesso, la compagnia diventa una scelta, non una terapia contro la noia.
- Lo stile accessibile: Nonostante parli di concetti profondi, il linguaggio è super fluido, pieno di aneddoti e parabole. Si legge che è un piacere, anche la sera quando hai i neuroni a mezzo servizio.
Insomma, è un libro che ti lascia addosso una bella dose di consapevolezza e, ammettiamolo, anche qualche sano senso di colpa per tutte le volte che abbiamo fatto i drammatici in amore.
Se volete un punto di vista fuori dal coro per smettere di implorare attenzioni e iniziare a godervi la vostra stessa compagnia (e poi, semmai, quella degli altri), questo libro merita un posto sul vostro comodino.



