Il canto della meditazione

31 Mag , 2012 - Blog,Letture

Tuffarsi nel caos per trovare la calma

Siamo onesti: quando si sente la parola “meditazione”, la mente proietta subito l’immagine di un monaco asceta, dritto come un fuso su una roccia in cima a una montagna sperduta, che si nutre di aria e buone intenzioni. Poi guardi la tua vita – fatta di scadenze, notifiche di WhatsApp, il cane che abbaia e la lavatrice che centrifuga – e pensi: “Ok, non fa per me”.

Ed è qui che entra in gioco “Il canto della meditazione” di Osho. Un libro che prende tutti i nostri cliché sulla spiritualità da copertina e li ribalta completamente.

Di cosa parla

Trattandosi di Osho, non parliamo di un romanzo con un inizio, un colpo di scena e un finale strappalacrime. Il libro è una raccolta di discorsi e riflessioni in cui il mistico indiano smantella l’idea che la meditazione sia un dovere noioso o una disciplina militare.

Il “riassunto” si potrebbe condensare in un concetto tanto semplice quanto rivoluzionario: la meditazione non è qualcosa che fai isolandoti dal mondo, ma uno stato d’animo che porti nel mondo. Osho usa la metafora del “canto” e della danza per spiegarci che la ricerca interiore dovrebbe essere una celebrazione gioiosa, un flusso spontaneo, e non l’ennesima voce sulla nostra infinita lista di cose da fare (accanto a “comprare il latte” e “pagare le bollette”).

Perché mi è piaciuto

Osho non ti parla dall’alto di un piedistallo fumoso usando un linguaggio comprensibile solo agli iniziati. Al contrario, ha una capacità quasi magica di rendere semplici i concetti più profondi della filosofia orientale.

Ecco i punti di forza che mi hanno conquistato:

  • Liberazione dai sensi di colpa: Se anche tu, dopo tre minuti di silenzio, inizi a pensare a cosa cucinerai per cena o a quella figura barbina fatta in terza media, Osho ti dà una pacca sulla spalla. Ti spiega che la mente fa il suo mestiere (cioè produrre pensieri) e che l’obiettivo non è spegnerla con la forza, ma guardarla con distacco e un sorriso.
  • La spiritualità nel quotidiano: Il libro insiste sul fatto che si può meditare mentre si cammina, si lava la cucina o si sorseggia un caffè. Questa visione “democratica” e pratica della consapevolezza è una boccata d’aria fresca per chiunque viva nel mondo reale e non in un monastero.
  • Uno stile magnetico: La lettura scorre che è un piacere. È piena di aneddoti, parabole antiche e battute taglienti. Spesso ti ritrovi a sorridere da solo per come riesce a smascherare le nostre piccole ipocrisie quotidiane e il nostro ego sempre affamato di attenzioni.

In breve, “Il canto della meditazione” è un invito a non prendersi troppo sul serio, nemmeno quando si parla di illuminazione. Non vi trasformerà miracolosamente in esseri zen imperturbabili capaci di ignorare il traffico dell’ora di punta, ma vi lascerà addosso una strana, piacevole sensigenza di leggerezza. E di questi tempi, scusate se è poco.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts

Siamo fottuti

17 Lug , 2026 - Blog Letture Riflessioni

Chernobyl 01:23:40

13 Lug , 2026 - Blog Letture

La sottile arte di fare quello che c***o ti pare

9 Lug , 2026 - Blog Letture Riflessioni